Fratelli d’oriente

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L’Armenia, prima nazione cristiana, si separò da Roma dopo Calcedonia per divergenze teologiche. Nel Novecento, due eventi segnarono una svolta: il genocidio armeno perpetrato dall’Impero Ottomano durante la Prima Guerra Mondiale, che vide Papa Benedetto XV e Mons. Dolci impegnati in una “crociata di carità”; e il Concilio Vaticano II, che con Unitatis redintegratio e Orientalium ecclesiarum inaugurò nuovi rapporti con l’Oriente cristiano. Il volume analizza questa storia attraverso documenti pontifici, atti conciliari e storiografia, includendo un’intervista ad Antonia Arslan, autrice de La masseria delle allodole.

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L’Armenia è la prima nazione cristiana e la sua chiesa fu in comunione con quella di Roma fino al Concilio di Calcedonia; poi, divergenze di natura teologica la portarono a separarsi dal seno della cattolicità. Da quel momento si delineò una secolare vicenda, costituita da un alternarsi di momenti di rottura e di continuità che giunge sino al secolo XX. Nel Novecento, tuttavia, vi furono due eventi storici che portarono ad un importante ripensamento delle relazioni fra Cattolici e Armeni ortodossi. Il primo è costituito dal genocidio che l’Impero Ottomano, ai tempi del primo conflitto mondiale, perpetrò nei confronti delle genti armene; mentre l’altro è rappresentato dal Concilio Ecumenico Vaticano II. La realtà tremenda del processo genocidario vide impegnati in prima linea per recare conforto e salvezza agli Armeni – senza alcuna distinzione di ordine confessionale – il Papa Benedetto XV che seguì con angoscia le drammatiche vicende della «miserrima Armenorum gens qui prope ad interitum adducitur» e Mons. Angelo Maria Dolci, protagonista di una vera e propria “crociata di carità”, condotta con i mezzi di una raffinata diplomazia e di un’inesauribile forza di volontà. Il Concilio Vaticano II, invece, con documenti quali Unitatis redintegratio e Orientalium ecclesiarum, inaugurò una stagione nuova nei rapporti fra la Chiesa Cattolica e l’Oriente cristiano, tanto per ciò che concerne le chiese separate, quanto per ciò che attiene alle declinazioni orientali del rito cattolico. Il volume esplora questa vicenda complessa, articolata e affascinante attraverso un percorso nei documenti pontifici, negli atti conciliari, nella più recente e qualificata storiografia e nella stampa. Completa l’opera una preziosa intervista alla scrittrice di origini armene Antonia Arslan che con il suo capolavoro La masseria delle allodole (2004), trasposto in film dai fratelli Taviani nel 2007, ha portato all’attenzione dell’Italia e del mondo la dolorosa vicenda del genocidio armeno.

Dimensioni 24 × 16,8 × 8 cm
Autore

Andrea Fenocchio

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